Il blog dell'acqua distillata

mercoledì, 14 maggio 2008

Mettere il titolo è sempre una rottura

Una volta curavo un sacco questo posto.
Ci tenevo ad aggiornarlo, a scrivere di me, a raccontarmi. Ma più di tutto era una buona valvola di sfogo. Non so cosa induca le persone a scegliere un blog per raccontarsi. Si tratta dei fatti propri in fondo...perchè spiattellarli pubblicamente, magari sotto uno pseudonimo? Perchè in realtà siamo tutti un po' egocentrici e ci piace pensare che qualcuno dall'altra parte del mondo potrebbe leggere di noi.
"Perchè a 32 anni sei su skype alle 23.00 a salutare una sconosciuta e non sei fuori con i tuoi amici a bere qualcosa?". La risposta è stata  "Mi fa sentire parte della terra". Che tristezza infinita che mi è venuta. E si parla ancora di una generazione molto più grande della mia... Dove andremo a finire? Boh. Io so solo che al blog non ci penso più, non me ne frega di aggiornare, non me ne frega di scrivere, di raccontare, non qui almeno. Sarà l'aver riscoperto le gioie della carta? Eppure di cose da metter giù ne avrei...e anche tante!
Ad esempio potrei dire che sto facendo la tesi e che verte sui servizi museali a reddito, che mi sta piacendo ma che sono ancora un po' impantanata e che ho deciso per questo di laurearmi a settembre. Potrei anche dire che sono diventata una speaker radiofonica e che ho un programma tutto mio all'interno della radio della mia università (a tempo debito farò anche un po' di sano spam). Così come potrei dire che la serie di eventi che curo per il bistrot triennale sta andando talmente tanto bene che mi è stato chiesto di entrare a far parte del team a tutti gli effetti...e che organizzerò in qualità di supervisore gli eventi relativi alla notte bianca. In tutto questo mi sono anche candidata in consiglio di facoltà. Ah..e cosa non meno importante...finalmente mi sono iscritta a scuola d'inglese! La laurea incombe e se voglio accedere alla specialistica devo conseguire sta maledetta certificazione...tomorrow: lesson number one! Vedremo cosa ne uscirà..temo per la mia reputazione!!!
Sto andando a mille. Ho la testa piena di cose e ho una gran voglia di fare, eppure mi sembra di sprecare il mio tempo in certi momenti. Nel senso che alle volte vorrei fare troppo ma arrivo alle 3 di notte che gli occhi vanno a chiudersi e io non ho più la forza di fare altro...e sono solo a metà dei miei lavori, per esempio! Il tempo...mio acerrimo nemico!
Manca sempre quella cosa però, sì...quella più dolce.
Io non sono equilibrata, non lo sono mai stata e difficilmente lo diventerò ora. E nel rapporto con gli altri la prima impressione ha sempre un rilievo fondamentale. Questo mi fotte. Perchè inizio a perdermi, a farmi film, a travisare (ma anche no) e a convincermi di cose che stanno solo nella mia testa. E succede che viengo bombardata da voci, da racconti diversi, da campane differenti, da sguardi che non comprendo... e mi senti spiazzata perchè non sai davvero cosa fare. E allora? Troncare? Chiudere? Non ricordo quale film utilizzava la metafora del "potare" (possibile Iris Blond?). Ecco..io dovrei potare. Perchè solo così riuscirei a mettere la parola fine ai miei numerosi film, a chiarire che devo smettere di fidarmi di persone che conosco poco solo perchè la prima impressione mi scioglie. E' che lo spirito è forte, ma la carne è debole. Il problema è quando son deboli tutti e due!
E' lo scazzo time. Ecco cos'è. Perchè comunque sento che da parte mia c'è un forte fastidio nei confronti dell'intorno, qualunque nome esso abbia. Questo inevitabilmente mi porta a incrinare rapporti e a comportarmi male con chiunque. Che poi non è male. E' semplicemente più stronza del solito. Ma va bene così. Prima o poi passerà.
Tutto passa.

scritto da: acquadistillata alle ore 21:00 | link | commenti
categorie: esperienze, di tutto un po
mercoledì, 30 aprile 2008

On air...

"E' solo una ragazza che ha bisogno di magia,
e sa che il tempo ha fretta di fuggire altrove,
ed è obbligata a crescere.
Ma che bisogno c'è?
Lui cerca nei suoi occhi una scintilla vera.
Un fuoricampo capita una volta e poi chissà...
Ma i sogni sono liberi.
E poi che male c'è?
Chissà perchè la gente sull'amore ha una teoria:
se tocca qualcun altro c'è un secondo fine.
E come ti giustifichi
se è capitato a te?
Ora hai tutti gli occhi addosso e dimmi come fai?
Tutti insegnano qualcosa
e tu che cosa imparerai?
Mani in tasca e una domanda:
"Se l'amore è un gioco quali regole ti dai?"
Ora hai tutti gli occhi addosso e dimmi come fai?
Tutti insegnano qualcosa
e tu che cosa imparerai?
Mani in tasca e una domanda:
Se l'amore è un gioco
Se l'amore è un gioco
Se l'amore è un gioco
quali regole ti dai? "

                                            (Battiti al minuto - Perturbazione)

Decisamente la canzone giusta al momento giusto...
Quali le regole degli altri? E sopratutto, stavolta, quali le mie? Perchè non sono stronza, non sempre almeno. E quindi sarà il caso di riflettere un attimo e capire cosa trarre di buono da questa situazione in cui mi sono infilata con troppa leggerezza e sopratutto..sicurezza.
Brava pè, brava proprio.


scritto da: acquadistillata alle ore 20:30 | link | commenti (1)
categorie: esperienze, musicalmente
lunedì, 21 aprile 2008

Rumore - Un buco nel silenzio

Una visita di nessuno

Il picchettio delle persiane

con i venti di Agosto

è la musica di Nessuno.

Quando la folata entra in casa

come il soffio di un genio

e le carte volano

e le porte sbattono,

tu aspetti la presenza di Qualcuno.

Ma Qualcuno non arriva,

è Nessuno che porta odori rubati

nelle cucine prossime,

strofinii di vestiti

di tende in certe stagioni.

La porta della camera da letto

si apre come un fiore solitario

che ripete l'artificio.

Non compare Qualcuno,

è Nessuno il visitatore.

La riprova del suo passaggio,

il suo biglietto da visita

è nelle foglie dell'arancio

che si attaccano alla finestra,

è nel giornale

che vola,

nei ritratti spostati.

 
Il vento annuncia sempre

l'arrivo di Nessuno.


 

(J.M Roca)

 

L'amore per il vento. Quello che ti scompiglia i capelli, che pulisce l'aria, che sposta le nuvole, che pulisce il cielo e un po' anche l'anima, che agita il mare, che mi tiene compagnia e che mi ha sempre cullata e accompagnata. Quello che resta di una delle mostre più suggestive ed emozionanti che abbia mai visitato è lì all'angolo, a concludere la prima sala. Aspettava di lasciarsi leggere dai miei occhi colmi di malinconia. L'ho sentito nella testa, il vento.

 
Il mio buco nel silenzio in realtà è uno squarcio d'aria.

scritto da: acquadistillata alle ore 19:20 | link | commenti
categorie: esperienze, mostre, di tutto un po, politecnicamente
domenica, 20 aprile 2008

En Vivo, la presentazione

Quando il diggei mi ha detto che si sarebbe fatto perdonare per non avermi portata a Trezzo pensavo scherzasse. E invece ha mantenuto la promessa. Accrediti alla mano, ore 12.30 (sì, con mezz'ora di ritardo), cinema Mexico. Il brulichio di gente che si appresta ad ultimare i preparativi per la press di fuorisalone non fanno altro che alimentare il mio stato di alterazione emozionale. Ebbene sì, perchè quando ci sono di mezzo Le Vibrazioni non riesco a contenermi.
Entriamo in sala e li vedo lì, seduti su quel palco, in tre su un tavolino scuro. L'atmosfera è molto informale, luci soffuse, pochi giornalisti, pochi fan. Li guardo ed è subito magone...sono in 3. L'impatto è forte come non avrei mai pensato che sarebbe stato. "Marco se ne è andato e non ritorna più" cantava la Pausini quando avevo 8 anni e mi struggevo per imitare mia sorella che si struggeva sul serio dietro alle sue prime cotte adolescenziali. Ora di anni ne ho 21 e mi struggo ugualmente, anzi, anche di più. Perchè ti sembra di guardare qualcosa in cui non riesci a riconoscerti.
Parlano. Parlano tanto e tutti e tre. Parlano dei loro progetti, ironizzano sui risultati elettorali, scherzano sui kg presi da Ale nel corso degli anni, svelano la loro voglia di proporsi all'estero come band italiana, come portabandiera della necessità di dare valore ai significati dei testi. E non posso che essere d'accordo con loro che da 5 anni scandiscono i momenti più importanti della mia vita con le loro canzoni. "Cosa ne pensate del progetto Negramaro?". Finalmente una domanda azzeccata e posta con la giusta terminologia! Applichiamo delle distinzioni tra "progetti" e "band", per favore.
Su quel palco sono ancora in 3. Io fremo perchè voglio fare una domanda ma sono consapevole del fatto che potrei "ferire" il loro orgoglio, potrei risultare inopportuna. In fondo la risposta la conosco già nonostante cerchi continuamente di negarla a me stessa.
Le Vibrazioni ci sono ancora?
Mutilate, sì, ma ci sono ancora. E allora si alzano e ricevono il disco d'oro. Anzi, il Disco d'Oro. Me lo immaginavo diverso questo momento. Sorridono.
Poi Letizia annuncia l'inizio della proiezione della presentazione del nuovo dvd. Il sottofondo è "Introduzione ad uno stato di distacco dal reale", mai pezzo fu più azzeccato. Scorrono immagini, suoni, persone, movenze, voci. Scorrono note che raccontano storie. E in queste storie c'è anche la mia che improvvisamente sento gli occhi più umidi del solito. Ma non è allergia stavolta. Le inquadrature si soffermano sugli sguardi di loro 3 che giocano a carte, fumano e bevono in tranquillità, probabilmente nel salotto di casa di qualcuno. Parlano e commentano, come se non si vedessero da tanto. Poi "Drammaturgia", la presenza sempre più costante del 30, due battute sulla mutilazione e "Xunah" che dal vivo è da pelle d'oca. "...abbracciami e fammi sentire che sono solo mie piccole paure", un tuffo nel passato come non mi accadeva da tanto, riaffiorano ricordi che pensavo di aver gettato nel dimenticatoio. Improvvisamente mi tornano in testa e mi strappano un sorriso a tratti malinconico. Intanto loro continuano a parlare e a giocare a pocker finchè la proiezione termina e si riaccendono le luci in sala.
Sono letteralmente in standby. Mi avvicino rispettosamente ad ognuno e ho la sola forza di ripetere un'unica frase "E' la cosa più bella che aveste mai potuto fare, grazie". Dice bene Ste: è un album di famiglia, una raccolta a tratti indispensabile di quelli che son stati gli ultimi 5 anni della nostra vita, perchè l'abbiamo vissuta insieme. Perchè ci abbiamo creduto tutti, chi più chi meno.
E ci crediamo ancora?
Secondo me sì, ci crediamo ancora.

"...e ridere di questi giorni", perchè per me è ancora importante.


scritto da: acquadistillata alle ore 17:39 | link | commenti (3)
categorie: esperienze, musicalmente
lunedì, 07 aprile 2008

Per egoismo...

...si intende un insieme di comportamenti finalizzati unicamente, o in maniera molto spiccata, al conseguimento dell'interesse del soggetto che ne è autore, il quale persegue i suoi fini anche a costo di danneggiare, o comunque limitare, gli interessi del prossimo.

Kant riconosce un egoismo logico, attraverso il quale un soggetto reputa del tutto superfluo sottoporre le proprie idee alla verifica di quelle altrui, superandone in questo modo l'eventuale dissenso; un egoismo estetico, nel quale il principio universale del bello è unicamente formato dal gusto personale di chi lo idealizza; un egoismo morale, in cui il beneficio personale diventa il fine unico del comportamento.

I comportamenti egoistici possono a volte degenerare in forme patologiche, determinando condizioni di solitudine sociale che possono sfociare persino nel suicidio (il "suicidio egoistico" teorizzato da Émile Durkheim).








Massì, ammazzatevi tutti. Che veramente non vi tollero più.

scritto da: acquadistillata alle ore 00:14 | link | commenti (1)
categorie: esperienze, di tutto un po, coinquilinismi
sabato, 05 aprile 2008

nel lavoro come nella vita... (cit.)

"Conquistare il partner e conquistare un posto di lavoro è la stessa identica cosa. Discutere del proprio progetto, dimostrarne la validità a qualcuno che dovrà giudicarlo è la stessa identica cosa che convincere qualcuno a uscire con voi perchè siete fighi". Ha detto proprio così il prof del primo seminario.
E mi va benissimo come discorso. Ho capito come intraprendere la fase di leccaculaggio nei confronti di chi dovrà giudicare il mio elaborato di laurea e ho capito anche il perchè del mio 29. Ma tant'è...per quanto sia tardi, non è ancora detta l'ultima parola. E io sfonderò più di una porta, ho deciso.
Sulla continua analogia, fil rouge della lezione, ho qualche dubbio..però non mi sembrava carino parlarne lì davanti ad altre 250 persone. Quindi ho lasciato cadere la cosa e mi sono ripromessa di ripensarci non appena ne avrò modo e maniera. E sopratutto voglia.


scritto da: acquadistillata alle ore 17:01 | link | commenti
categorie: esperienze, di tutto un po, politecnicamente
giovedì, 27 marzo 2008

In memoria della mia incredulità

22/03/2008 - Un tedesco ha lasciato cadere 11 mila euro nel water del treno su cui viaggiava. E´ riuscito a recuperarne solo 4.000. E´ accaduto in Olanda. Mentre l´uomostava usando un bagno del convoglio, il suo denaro e´ scivolato fuori dal vestito ed e´ stato inghiottito dal gabinetto, finendo sparso sui binari.
Il tedesco, 38 anni, ha avvertito la polizia ferroviaria che ha fatto fermare il treno successivo. I passeggeri hanno aiutato a raccogliere le banconote.

Com'è possibile notare, accade anche nei paesi civili. Quelli in cui un treno espresso Siracusa - Milano c.le non fa tre ore e mezza di ritardo a causa dello scoppio del locomotore che blocca ben 13 carrozze in un paesino dimenticato da dio e dagli uomini in cui ti chiedi se esiste forma di vita. E lì accade addirittura di peggio. Perchè qui, in fondo, in un posto non ben identificato tra Bologna e Milano, giù per quel buco, ci son finiti solo un paio di occhiali da sole Just Cavalli della scorsa collezione a-w costati solo 120 euro, solo i risparmi di 6 lunghi mesi.
E io a dirla tutta spero che si siano distrutti in mille pezzi, in polvere...perchè preferisco che se ne siano disperse le ceneri piuttosto che saperli sul naso di qualcuno che non sono io.
Trenitaliadimerda.


scritto da: acquadistillata alle ore 19:05 | link | commenti (2)
categorie: esperienze, di tutto un po
domenica, 23 marzo 2008

Audrey docet

"L'espressione e-mail è il flagello dell'età moderna.
In
ternet ha creato un modo troppo facile per esprimersi. Va bene, se hai qualche pensiero passeggero... La spedisci. Arriva con un suono in una casella di posta di qualche persona che non sospetta nulla. La suddetta persona allora la legge e si infastidisce perché tu hai riepilogato una conversazione che presumibilmente hai già fatto. Quindi omette di rispondere. Tu ti senti offesa. Ma se devi essere una di questi patetici individui da e-mail passiva/aggressiva, lungi da me fermarti. "

(Audrey, Dawson's Creek)

Basterebbe così poco. Eppure il tempo stringe, le giornate si accorciano e il tempo non ci da tregua. E ci troviamo raffreddati, capaci di esprimere pensieri e parole tramite dei segni di punteggiatura. Riempiamo le nostre frasi di puntini sospensivi. A sospendere cosa poi? In certi momenti rido del disequilibrio umano, rido dell'incapacità di fare a meno di un pc che ci colleghi con il mondo, della nostra assuefazione alla comodità, quasi non avvertissimo più l'esigenza di guardarci negli occhi quando parliamo, di sentire l'uno l'odore dell'altro, di toccarci e osservarci e studiarci nei movimenti e nelle piccole cose quotidiane.
Dawson's creek ha sempre ragione.


scritto da: acquadistillata alle ore 22:49 | link | commenti (1)
categorie: esperienze, di tutto un po
lunedì, 17 marzo 2008

tutto su eva

Piangerai mettendo in scena l' ennesimo dramma
mentre le lacrime corrono sulle tue guance infuocate,
Eva
e giurerai su Dio e su tua madre di non aver colpa
mentre le lacrime corrono

          (Tutto su Eva, C.Consoli - da Eva contro Eva)

Il dna in questi casi non regge. Neanche il sangue. Non regge niente, nessuna giustificazione. Perchè non ci si è scelti. Ci si è trovati per puro caso. Da esempio da seguire a soggetto da evitare, da amica a nemica, da orgoglio a disonore. Il passaggio ha avuto delle fasi intermedie a quanto pare...ma io ero troppo presa da me stessa e dalle mie idiozie per renderemene conto.


scritto da: acquadistillata alle ore 01:47 | link | commenti
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martedì, 26 febbraio 2008

Quello che non c'è

Perciò io maledico il modo in cui sono fatto
Il mio modo di morire sano e salvo dove m'attacco
Il mio modo vigliacco di restare sperando che ci sia...

...Quello che non c'è.

(Afterhours,Quello che non c'è)


scritto da: acquadistillata alle ore 12:15 | link | commenti (1)
categorie: esperienze, musicalmente